martedì 12 marzo 2013

CUORE DI MAGLIA

SEGNALO GRAZIE A VANILA....

Cuore di Maglia nasce nel 2008, da un’idea di Laura Nani.

Accomuna donne di ogni età, che si trovano settimanalmente a lavorare a maglia in compagnia, tendenza che si fa sempre più diffusa sia in Italia che all’estero.
Un gruppo di amiche decide di rendersi utili, soprattutto ai bambini, con i loro lavori. Scarpine piccolissime e cappellini buffi per scaldare i piccoli nati pretermine, copertine, corredini per bambini con famiglie in difficoltà, tutto rigorosamento fatto a mano, con filati pregiati, lana purissima, cashmere, merinos.
Tutti i lavori vengono raccolti e smistati versi i centri di accoglienza, un pacco è partito per i bambini terremotati d’Abruzzo e anche per le zone alluvionate della Liguria.
Le Terapie Intensive Neonatali di tutta Italia apprezzano in modo particolare questi regali che arrivano da Cuore di Maglia, perché rientrano nel protocollo Care. Rendere cioè più umana la permanenza in ospedale, sia del piccolino che dei genitori, che vedono così il loro bambino vestito e accudito: questo, è stato provato, porta una parvenza di normalità e di speranza, ed ha effetti positivi sul neonato e sulla mamma.

A tutto il 2011 Cuore di Maglia è presente in una trentina di Ospedali Italiani e in 5 Centri di Aiuto alla Vita. Dove vengono programmate consegne mensili o semestrali.

A una stima di massima, le donne di Cuore di Maglia sparse per tutta Italia, hanno confezionato per i bambini circa 700 copertine, e un numero non distante dai 1500 in termini di cuffiette e scarpine.

Cuore di Maglia veste i bambini delle Terapie Intensive di Alessandria,  Milano Sacco, Milano Buzzi, Milano Macedonio Melloni, Milano Niguarda,  Milano Mangiagalli, Torino Sant’Anna, Torino Regina Margherita, Savona, Napoli, Cuneo, Pavia, Savigliano, Gallarate, Manerbio, Como, Bologna, Lecco, Roma San Camillo, Firenze Careggi, Padova, Cagliari, Venezia, Monza San Gerardo, Brescia, Brindisi, Crema, Ravenna, Firenze Meyer, Udine...


FEMMINE


sabato 9 marzo 2013

PRIMULE

Primule 
 
Sbocciano al tenue sole
di marzo ed al tepor de' primi venti,
folte, a mazzi, più larghe e più ridenti
de le viole.
Pei campi e su le rive,
a piè de' tronchi, ovunque, aprono a bere
aria e luce anelando di piacere, le bocche vive.
E son tutti esultanza
per esse i colli; ed io le colgo a piene
mani, mentre mi cantan per le vene
sangue e speranza.

(ADA NEGRI)

venerdì 8 marzo 2013

waiting spring

il vero motivo..

RICORDIAMO IL VERO MOTIVO PER CUI SI FESTEGGIA L'8 MARZO

Il pomeriggio del 25 marzo 1911, un incendio che iniziò all'ottavo piano della Shirtwaist Company uccise 146 operai di entrambi i sessi. La maggioranza di essi erano giovani donne italiane o ebree dell’Europa orientale. Poiché la fabbrica occupava gli ultimi tre piani di un palazzo di dieci piani, 62 delle vittime morirono nel tentativo disperato di salvarsi lanciandosi dalle finestre dello stabile non essendoci altra via d'uscita.
I proprietari della fabbrica, Max Blanck e Isaac Harris, che al momento dell'incendio si trovavano al decimo piano e che tenevano chiuse a chiave le operaie per paura che rubassero o facessero troppe pause, si misero in salvo e lasciarono morire le donne. Il processo che seguì li assolse e l’assicurazione pagò loro 445 dollari per ogni operaia morta: il risarcimento alle famiglie fu di 75 dollari.
Migliaia di persone presero parte ai funerali delle operaie.
RICORDIAMO IL VERO MOTIVO PER CUI SI FESTEGGIA L'8 MARZO

Il pomeriggio del 25 marzo 1911, un incendio che iniziò all'ottavo piano della Shirtwaist Company uccise 146 operai di entrambi i sessi. La maggioranza di essi erano giovani donne italiane o ebree dell’Europa orientale. Poiché la fabbrica occupava gli ultimi tre piani di un palazzo di dieci piani, 62 delle vittime morirono nel tentativo disperato di salvarsi lanciandosi dalle finestre dello stabile non essendoci altra via d'uscita.
I proprietari della fabbrica, Max Blanck e Isaac Harris, che al momento dell'incendio si trovavano al decimo piano e che tenevano chiuse a chiave le operaie per paura che rubassero o facessero troppe pause, si misero in salvo e lasciarono morire le donne. Il processo che seguì li assolse e l’assicurazione pagò loro 445 dollari per ogni operaia morta: il risarcimento alle famiglie fu di 75 dollari.
Migliaia di persone presero parte ai funerali delle operaie.

2 giugno 1946


Le 21 donne dell'Assemblea Costituente, le madri della Repubblica, alcune staffette partigiane, molte reduci da prigione e confino, elette il 2 giugno 1946. Ci piace ricordarle una per una:

Adele Bej, Nadia Gallico Spano, Nilde Jotti, Teresa Mattei, Angiola Minella, Rita Montagnana, Teresa Noce, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter Jervolino, Maria Federici, Angela Gotelli, Angela Guidi Cingolani, Maria Nicotra, Vittoria Titomanlio, Angelina Merlin, Bianca Bianchi, Ottavia Penna Buscemi

eventi attorno all'8 marzo in città


La Mimosa

DOMENICA 10 marzo 2013
> Orto Botanico, Scaletta di Colle Aperto - ore 16.00
VISITA GUIDATA GRATUITA

LA MIMOSA E ALTRE PIANTE NELLA STORIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI.
Simbologie e mitologie che legano regno vegetale e mondo femminile.
A cura di Francesca Pugni.

Nell'ambito della FESTA DELLA DONNA
organizzata da Ass. alla Cultura e Consiglio delle donne del Comune di Bergamo, Soroptimist, Civico Museo Archeologico, Gamec, Isrec, Orto Botanico

oggi


risotto alle verdure dolci

Risotto alle verdure dolci

Risotto alle verdure dolci
RICETTA COMPOSTA DA:
Una ricetta facile, gustosa e nutriente che porta in tavola le verdure del tuo orto: finocchio, porro, zucca, cipolla... Il risultato? Un piatto dal sapore delicato e gradevole, con un pieno di vitamine, fibre e sali minerali!

Ingredienti:
  • 3 bicchieri di riso (baldo o carnaroli)
  • 250 ml panna liquida
  • 200 g di zucca
  • ½ finocchio
  • 80 g di porro
  • 1 piccola cipolla bianca
  • 1 bicchierino di brandy
  • brodo di pollo o vegetale
  • parmigiano
  • olio e/o burro
  • sale
  • barbine di finocchio
  • semi di sesamo
  • macis polvere
  • (si può sostituire con noce moscata)
Tritare la cipolla e farla soffriggere nell’olio e/o burro in una capiente casseruola, meglio se di terracotta; in una pentola a parte tenere ben caldo il brodo.
Unire il riso e far dorare un po’, quindi sfumare con il brandy.
Appena è evaporato aggiungere le verdure a cubetti e cuocere unendo il brodo un mestolo alla volta, come per un normale risotto.
Quando il riso sarà quasi cotto (circa 15-20 minuti, ma controllare prima: la panna lo ammorbidirà ancora), unire la panna e parmigiano grattugiato; profumare con la polvere di macis, facendo attenzione a non esagerare per via del suo gusto amarognolo.
Mescolare, regolare di sale, incoperchiare e lasciar riposare per qualche minuto a fuoco spento.
Al momento di servire, decorare ogni piatto con barbine di finocchio, semi di sesamo e un pizzico di macis.
La polvere di macis si ottiene macinando il guscio della noce moscata; rispetto alla noce moscata vera e propria (con cui si può sostituire nel caso risultasse irreperibile), ha un gusto più delicato, con una punta di amarognolo

Che Orlando 2018 abbia inizio!

Vi aspettiamo da stasera al Festival Orlando 2018 con uno spazio dedicato ad Altrestoriepossibili. Libri, immagini, suoni e colori di un...