mercoledì 27 giugno 2012

martedì 26 giugno 2012

Andar scalzi

Piccola guida per andar scalzi

pubblicata da Vivere Scalzo
Perché camminare a piedi nudi? 
Più semplice di così… Perché ci si si sente bene!
Avere i piedi liberi dalle scarpe calde e sudate, all’aria aperta e al sole, poter muovere le dita dei piedi, esser in grado di sentire i vari materiali e le temperature delle superfici quando si cammina, è meraviglioso! E’ uno dei piaceri più semplici e alla portata di tutti. Il piede nudo su una persona ordinata è piacevole da vedere.

Non fa male?
Questa non è una domanda molto intelligente. Ovviamente la risposta è no. Non siamo certo masochisti, camminare a piedi nudi ci fa sentire bene!
Ogni tanto si calpesta qualcosa di doloroso, ma è come nella vita, bisogna accettarlo.
Quante volte ci feriamo alle mani e non ci facciamo caso? Nessuno pensa: “Non sarebbe capitato se avessi indossato i guanti”. Dobbiamo pensare ai piedi come alle mani, senza soffermarci ad ogni graffio. I benefici son di gran lunga superiori ai rischi.

I vetri rotti?
Le strade non son piene di vetri rotti e l’unico pericolo è quando si trovano nell’erba o nella sabbia, dove non si vede dove si cammina e dove tutti andiamo scalzi. 

Come fare sulle superfici calde come l’asfalto d’estate?
In genere l’asfalto è piacevolmente caldo, se lo fosse troppo possiamo camminare all’ombra o metterci delle infradito (non è peccato). 

E con la sporcizia…
Le strade son sporche, ma meno delle banconote, di un corrimano o di una maniglia. Le strade son disinfettate dal sole giornalmente, mentre raramente si lavano i soldi. Purtroppo lo sporco delle strade è visibile, ma ricordate che i germi non lo sono…
I piedi si lavano e la sporcizia va via. Raramente ho visto persone che si mettevano le dita dei piedi nel naso, negli occhi o in bocca. 

Non devi guardare a terra tutto il tempo?
Una volta abituati, no. E’ come guidare l’auto, all’inizio siamo tesi, poi ci si rilassa e si nota ogni particolare senza nessuna fatica.

Non si perde la sensibilità delle piante dei piedi?
Il piede si rafforza e si leviga in continuazione. I ricettori sensoriali son stimolati e riacquisiscono il loro compito.
Non essendo abituati ad andar scalzi ogni sensazione viene fastidiosamente amplificata e si percepisce come fastidiosa. Solo con l’abitudine il corpo inizia a sentire la vera melodia dell’andar scalzi. Ogni superficie è gradevole, dalla più soffice alla più dura e graffiante.

Come posso allenare i miei piedi?
Camminando ovunque gradatamente, dando il tempo a piede di riacquisire il ruolo che anni di scarpe gli ha negato. Camminare ogni giorno un po’ sulla ghiaia è un ottimo e veloce allenamento.

E' davvero salutare andare a piedi nudi?
Proprio così.  Studi recenti dimostrano che la pelle della pianta dei piedi resiste alle abrasioni e alle vesciche e che camminare scalzi è salutare per la struttura muscolo-scheletrica dei piedi e delle caviglie. Appendere le scarpe al chiodo può aiutare a prevenire una serie di patologie del piede: borsite, sperone calcaneare e deformità varie.
Le scarpe tengono le ossa dei piedi così rigide che non possono muoversi in modo fluido, di conseguenza tutta la struttura del piede si indebolisce con il tempo e perde pian piano la sua funzionalità.

Posso andare a piedi nudi anche se ho i piedi piatti?
In pratica, se si può camminare a piedi nudi e non fa male, allora si.
Per chi ha archi bassi o addirittura piedi piatti, le scarpe che abitualmente indossa  spesso aggravano il problema, poiché non permettono al piede di rafforzarsi.
Camminando a piedi nudi si rafforzano legamenti e tendini, aiutando a contrastare gli archi bassi o i piedi piatti.

Dovrei avere un diverso modo di camminare quando sono scalzo?
No,  ma alcune persone non camminano nel modo giusto. Si dovrebbe camminare mettendo più peso sulla parte anteriore dei piedi piuttosto che sui talloni.
I talloni sono infatti rigidi e molte persone li sbattono in terra, provocando un contraccolpo sulle gambe e le ginocchia. Si dovrebbe ammortizzare la camminata spostando il peso sulla parte anteriore del piede.
E’ importante, inoltre, non strisciare i piedi sul terreno, perché così facendo si rischia di graffiare il piede.

Cosa posso dire ai passanti se fanno un commento?
Si può scegliere fra due opzioni: ignorare e chiudersi al mondo quasi come degli autistici, oppure sorridere e rispondere con cortesia alle domande che ci vengono poste. Se i commenti sono scortesi si può sempre spiazzare il commentatore con un sorriso e una battuta di spirito.
L'educazione è sempre un buon supporto per evitare spiacevoli situazioni.

E' legale guidare a piedi nudi?
Non esiste alcuna legge al riguardo dal 1993. Tuttavia è vero che la maggior parte delle persone crede ancora che guidare a piedi nudi sia illegale.

Dove non si può andare scalzi?
In Italia solamente in presenza di scale mobili, o in locali dove prevedano un esplicito regolamento a proposito, come ad esempio dove si richiede esplicitamente un abbigliamento elegante.

Devo fare l’antitetanica?
Camminando scalzi le probabilità di ferirci i piedi sono le stesse di ferirci le mani senza guanti. Se non l’abbiamo fatta finora possiamo ancora aspettare.

lunedì 25 giugno 2012

venerdì 15 giugno 2012

pappa

Pappa e bambini, non è questione di bravura

pappa bambini nonna e bimboÈ bravo? Mangia?
Per mesi il “tormentone”, la domanda classica che vi è stata rivolta da parenti, amici, conoscenti e sconosciuti è stata: “È bravo? Dorme?”
Come se la bravura si misurasse a risvegli. Come se ci fossero bimbi che non dormono o che… non sono bravi.
In realtà tutti i bambini sono bravissimi e la quasi totalità di loro non dorme tutta la notte di filato. È normale. I bambini “funzionano” così.
Detto questo, ecco che con l’avvicinarsi del sesto mese e quindi dello svezzamento del bebè, parenti, amici, conoscenti e sconosciuti tornano all’attacco con una variante della domanda sul sonno: “È bravo? Mangia?”
Ora la bravura si misura a bocconi e scodelle di pappa. Risultato? Le mamme e i papà che hanno un bimbo poco interessato ai cibi solidi rischiano di preoccuparsi… per niente!
Come per il sonno, tutti i bambini mangiano (e tutti i bambini sono bravi). Mangiano quello che gli serve, e nessuno a parte loro, può sapere quanto sia questo “quello che gli serve”.
La pappa è facile! dedica un capitolo a questo argomento. Perchè? Prima di tutto per evitare ansie che non hanno ragione di essere ai genitori. E poi perchè l’atteggiamento di mamma e papà, lo spirito con cui vivono l’avventura dei primi assaggi influisce sul rapporto che il bimbo sviluppa con il cibo.
Se loro sono sereni, anche il bimbo sarà sereno e imparerà che mangiare è un piacere, una stimolante fonte di scoperte: nuovi sapori, consistenze, profumi…
Perchè l’obiettivo dello svezzamento non è quello di far vuotare al bimbo una scodella di pappa, ma quello di accompagnarlo alla scoperta dei piaceri della buona tavola.
E se il bimbo “mangia poco”? Premesso che il concetto di poco e tanto è relativo, e che l’ideale è mangiare il necessario, è opportuno lasciare che ogni bimbo si regoli da sé, riportiamo di seguito alcune “pillole” tratte dal tascabile La pappa è facile!
pappa bambini finitaNon date retta a chi vi angoscia sottolineando lo scarso appetito di vostro figlio. Quando abbiamo fame cosa facciamo? Mangiamo, giusto? Per i bambini è uguale. Perchè dovrebbero lasciarsi morire di fame?
Con buona pace di parenti e amici.
Non insistete perchè il bimbo accetti un boccone in più. Quando è sazio ha mangiato abbastanza. Anche se la mamma, la nonna, la zia o la vicina di casa, avrebbero voluto che mangiasse di più.
E ricordiamo che:
L’idea che i bambini debbano essere “cicciotti” per stare bene è legata al passato, quando durante le carestie una riserva di grasso poteva favorire la sopravvivenza.
Ogni bambino ha la sua costituzione. Essere tondi non significa essere più sani. E poi non dovete venderlo “a peso” al mercato!
E allora rilassiamoci e… buon appetito!
Per approfondimenti
La pappa è facile!
Bebè a costo zero

Giorgia Cozza

pensieri

"A mio figlio spiegherò il valore della diversità. Racconterò dei miei disegni sulla pelle come di un'espressione dell'Anima. Insegnerò che l'abito non conta, conta ciò che ci sta dentro. Guiderò il suo cuore e la sua mente a guardare oltre..."

(Valentina Suyren) ღ

giovedì 7 giugno 2012

documentari da non perdere


Doc 3, la nuova edizione da questa sera. Ecco i documentari che andranno in onda


Doc 3
Con “Il ragazzo delfino” dell’israeliano Yonatan Mir si apre, da questa sera alle 23:15 su Raitre, la nuova edizione di “Doc 3″, il programma di Lorenzo Hendel che presenterà anche quest’anno documentari provenienti da varie parti del mondo e che affronteranno diversi argomenti. A condurre in studio ci sarà il giornalista Alessandro Robecchi.
450 i progetti passati in rassegna per questa nuova edizione, che sarà composta da diciotto puntate, di cui tredici proporranno documentari inediti, mentre cinque (tre ad agosto e due a fine serie) saranno delle repliche di alcune produzioni già trasmesse nel 2011. Molti i Paesi protagonisti (tra questi, Siria, Iran e Venezuela), così come gli argomenti trattati.
Si parlerà di bullismo, di eutanasia, di famiglie arcobaleno, della “primavera araba”, di crisi economica, religione e non solo. Il tutto, non dimenticandosi dell’Italia, con alcuni documentari che racconteranno delle storie vicino a noi e specchio dei nostri tempi. Dopo il salto, l’elenco completo dei documentari che andranno in onda.
Giugno:
13 giugno: IL PICCOLO PARADISO (Little heaven) di Lieven Corthouts
La vita di una ragazzina in un orfanatrofio in Etiopia, ad Addis Abeba. All’età di 13 anni deve cambiare istituto e andare in uno per bambini sieropositivi (il Little Heaven del titolo). Il documentario inizia nel momento in cui le viene comunicato che è malata di AIDS.
20 giugno: INDIAN TRANS (Another indian tale) di Sankhajit Biswas
La storia di due transessuali nell’India della piena espansione economica.
27 giugno: SIRIA, AI CONFINI DEL REGIME (Isqat Al Nizam) di Antonio Martino
Raccolta di materiali vari raccolti in Siria durante le recenti rivolte. Manifestazioni, repressioni, torture, interviste. Per la prima volta in TV il racconto filmato della più feroce repressione nei paesi arabi in rivolta contro le dittature.
Luglio:
4 luglio: LETTERE DALL’IRAN (Letters from Iran)di Manon Loizeau
Un emozionante collage di immagini amatoriali delle manifestazioni degli studenti del 2009 alternate agli atroci racconti dei dissidenti in esilio.
11 luglio: LA MINACCIA di Luca Bellino e Silvia Luzi
Il Venezuela di Chavez nella visione controversa di due documentaristi italiani, che proprio attraverso il loro sguardo svelano le contraddizioni di un socialismo che somiglia sempre più ad un regime.
18 luglio: DI TESSUTI E DI ALTRE STORIE di Teresa Paoli
La storia del padre della regista, operaio licenziato dopo anni di lavoro nell’industria tessile, è l’occasione per raccontare la città di Prato, da capitale dell’industria tessile artigianale italiana a città in piena crisi “colonizzata” dalle piccole imprese cinesi.
25 luglio: LOVEBIRDS di Marco Gualazzini, Mariachiara Illica Magrini e Gianpaolo Bigoli
Storie di amori contrastati in India, per differenza di casta e di religione, dove i piccioncini (i Lovebirds del titolo) rischiano di essere uccisi se trovati dalle famiglie di origine. E di una organizzazione umanitaria sui generis, i “Love commandos” che si adopera per consentire una vita degna agli sfortunati protagonisti
Agosto:
1 agosto: ESCLUSI (Zelal) di Marianne Khoury e Mustapha Hasnaoui
Le modalità atroci per cui in Egitto, molte persone vengono ricoverate nei manicomi senza essere realmente affette da patologie psicologiche gravi.
8 agosto-replica: FIGLI DELLA STRADA di Koen Suidgeest
Sujelin è una ragazza di Managua che vive in strada, in un giardino dietro un mercatino. E Sujelin è incinta e aspetta un bambino. Nascerà Carlas una bambina che avrà come prima culla una scatola di cartone e sarà allevata nella strada. Una povertà che facciamo anche fatica ad immaginare nel nostro opulento occidente.
15 agosto-replica: CERCASI ITALIA DISPERATAMENTE di Gustav Hofer e Luca Ragazzi
Parecchia gente dice di voler scappare da questa Italia. Ma i motivi per rimanere sono tanti. Luca e Gustav (gli autori di Improvvisamente l’inverno scorso) ci conducono in un divertente viaggio alla riscoperta del nostro paese.
22 agosto-replica: DIVINE di Chiara Brambilla
Moda e bambini. Un giro d’affari da quattro miliardi di euro l’anno. Ma chi sono le piccole modelle che contribuiscono a far andare avanti il meccanismo. Dove finisce il gioco e dove iniziano i drammi e le delusioni. La storia di tre piccole modelle seguite con grande umanità e delicatezza.
29 agosto: L’ISOLA CHE SCOMPARE (Char) di Sourav Sarangi
La storia di un ragazzo che vive di contrabbando al confine tra India e Bangladesh sulle isole del fiume Gange, che, sempre più erose dall’incedere del fiume, stanno pian piano scomparendo.
Settembre:
5 settembre: LA DOLCE MORTE (The suicide tourist) di John Zaritsky
Il documentario segue il percorso interiore e non attraverso il quale un uomo malato terminale e tenacemente attaccato alla vita decide insieme alla moglie di far ricorso al suicidio assistito.
12 settembre: IL CENTRO (Il consumo al tempo della crisi) di Stefano Consiglio
Un’inchiesta sulla società del consumismo condotta attraverso interviste nei templi di questa religione: i grandi centri commerciali
19 settembre: LA MIA NUOVA FAMIGLIA (Il mio viaggio per incontrarti) di Marco Simon Puccioni
La storia di Marco e Pietro, una coppia gay che ha deciso di mettere su famiglia e dei loro figli Danis e David. Il documentario esplora le nuove “parentele” che si formano con le famiglie di questo tipo, la mamma-pancia (ovvero colei che li ha tenuti in grembo) e la mamma-uovo (colei che ha donato gli ovuli) e documenta l’affetto che si crea intorno ai due bambini, al di là degli schemi tradizionali.
26 settembre-replica: TRANSITI di Davide Tosco
Storie di tre transessuali e del loro difficile e sofferto viaggio da un sesso all’altro, attraverso cure di ormoni, preparazione psicologica e alla fine l’operazione chirurgica.
Ottobre:
3 ottobre-replica: DONATORE 150 di Jerry Rothwell
La storia di JoEllen Marsh, di 20 anni - cresciuta in Pennsylvania in una famiglia con due madri - e della sua ricerca del padre donat

martedì 5 giugno 2012

orti e areoporti



Un orto verticale all’aeroporto di Chicago


Un orto verticale all’aeroporto di Chicago

Ricordate quando abbiamo parlato dell’ Allmende Kontor? L’aeroporto abbandonato di Berlino trasformato in un grande orto urbano? A Chicago hanno avuto un’idea simile, anche se con una piccola differenza: l’aeroporto non è affatto abbandonato ma è il secondo aeroporto d’America in quanto a traffico. Stiamo parlando dell’aeroporto O’hare all’ interno del quale sono installate diverse colonne in pvc nelle quali vengono coltivati gli ortaggi, dando inoltre un tocco estetico e green in una struttura dove meno te lo aspetteresti.

Una volta formatesi le piantine dei vari ortaggi queste vengono installate in 26 apposite colonne, il sistema di coltivazione è quello aeroponico, una semplificazione del sistema idroponico di cui abbiamo gia parlato in diversi altri post: pur essendo molto simile ad esso, soprattutto a livello estetico, quest’ultimo richiede ancora meno acqua! Le radici sono lasciate libere nell’aria e viene spruzzata ogni tanto una concentrazione nutritiva che permette di risparmiare, oltre all’acqua anche spazio e fertilizzanti.
Il risultato è che si utilizza un terzo di acqua rispetto a un normale orto in aiuole o in contenitori, creando all’interno di un aeroporto un’attrazione che rende meno spiacevole l’attesa per il volo. Per ogni colonna ci sono degli appositi cartelli che segnalano quale ortaggio viene coltivato: principalmente possiamo trovare fino a 44 varietà tra ortaggi bio, erbe aromatiche e fiori commestibili come erba cipollina, bieta, basilico, lattuga, peperoni e fagiolini. Tutta la produzione è destinata ai 4 ristoranti del terminal che saranno quindi forniti di cibo biologico e a km0.
Questa notizia potrebbe essere d’aiuto ai quelli che magari hanno ancora il dubbio se intraprendere l’avventura della coltivazione di un orto: se ce l’ha fatta un aeroporto di una delle principali città degli Stati Uniti vuole dire che davvero tutti possono farcela!
Per chi volesse saperne di più ecco un video di presentazione del progetto:

orto coi bambini


10 consigli per fare un orto con i bambini


10 consigli per fare un orto con i bambini
Perché è divertente. Perché vedranno con i loro occhi i ritmi delle stagioni. Perché c'è qualche speranza che mangino più verdure. Perché saremo noi ad imparare da loro. Ci sono milioni di motivi per fare un orto con i bambini. Ecco i nostri dieci consigli per realizzarlo.

1. A portata di mano
L'orto deve essere il più possibile vicino e accessibile. Meglio pochi vasi sul balcone che un bellissimo appezzamento di terreno nella casa in campagna.
2. Per non tirarsi la zappa sui piedi
Gli attrezzi dovranno essere su misura e ovviamente non pericolosi. Responsabilizzate i bambini, spiegate loro cosa possono fare e cosa non devono fare, e che dovranno essere loro a tenere in ordine i materiali.
3. Occhio all'etichetta
Non usate fertilizzanti pericolosi. Molto dipende dall'età del bambino ma perché comprare flaconi o granuli che possono essere nocivi quando possiamo usare l'humus?
4. Per tutti i gusti
Scegliete insieme gli ortaggi da coltivare. Meglio avere una certa varietà che li aiuterà a fare confronti e scoprire sapori. Non dimenticate erbe aromatiche e frutta (anche in vaso è possibile!). Date precedenza alle verdure suggerite dai bambini, ma non escludete le altre. Se odiano il cavolo, è probabile che non abbiano mangiato TUTTE le varietà di cavolo, vale la pena coltivarne almeno una che non conoscono.
5. In tutte le stagioni
Organizzate l'orto in modo che ci sia sempre qualcosa da fare. Usate sia i semi che le piantine, mettete le verdure a scalare, e ricordate che l'orto non è mai deserto, anche quando è molto freddo è possibile coltivare qualcosa.
6. L'occhio vuole la sua parte.
Una fila di vasi monocolore o un solco nel terreno non sono troppo attrattivi. In attesa di fioriture e produzioni rigogliose, scatenate la fantasia de bambini: colorate i vasi, fabbricate spaventapasseri, infilate nel terreno girandole variopinte...
7. E se qualcosa va storto?
I semi non sono germogliati? La stagione ha rovinato il raccolto? Qualche malattia ha attaccato le nostre piantine? L'importante è far capire a bambini che non sono insuccessi, e che dobbiamo imparare dai nostri sbagli se abbiamo fatto degli errori.
8. Lasciamoli fare!
Non sono i nostri braccianti, non sono lì per obbedire ai nostri comandi. Questo è il LORO orto, lasciamoli liberi, anche di sbagliare.
9. In cucina!
Prima di arrivare sulla nostra tavola gli ortaggi devono passare dalla cucina ed è proprio qui che possiamo coinvolgere i bambini, nella pulizia e preparazione del raccolto. Cucinare insieme stimola la loro curiosità ed è un altro passo avanti per abituarli ad apprezzare i sapori delle verdure.
10. C'era bisogno di dirlo?
Inseriamo da subito l'orto nella community di Grow the planet. Avremo tutti i consigli che ci servono e potremo tenere il diario delle nostre coltivazioni!

Prezzi Agriturismo in Toscana | Capre e Cavoli

Prezzi Agriturismo in Toscana | Capre e Cavoli

lunedì 4 giugno 2012

Prima di tutto

“Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così il trauma è bello che superato. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro. ...Lavori quarant’anni finché non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finché non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo”.Woody Allen

Che Orlando 2018 abbia inizio!

Vi aspettiamo da stasera al Festival Orlando 2018 con uno spazio dedicato ad Altrestoriepossibili. Libri, immagini, suoni e colori di un...